Alone in the Dark 5

alone_in_the_dark_5_pc.pngHo appena finito di giocare al quinto capitolo (primo per me) di Alone in the Dark e ho deciso di recensirlo. Di norma decido se recensire qualcosa (un anime, un manga, un film, un videogioco eccetera) verso la metà dello stesso. Vuoi perchè mi piace molto, vuoi perchè c’è qualcosa che mi ha colpito particolarmente. È raro, invece, che parli di qualcosa che non mi è proprio piaciuta, tranne nel caso in cui voglia “mettere in guardia” i miei lettori su qualcosa riuscito particolarmente male.

Per Alone in the Dark 5 si tratta sia del secondo che del terzo caso, non state per leggere una recensione entusiasta come le precedenti!

 

 

Eden games, cosa diavolo combini?
Incominciamo subito con le cose che non vanno. Il gioco è una contraddizione continua. A tratti osservi rapito lo schermo, mentre cerchi di salvarti dall’intera città – strade incluse – che ti crolla addosso, a tratti digrigni i denti frustrato quando ripeti una sezione per l’ennesima volta a causa di orribili e inconprensibili scene di game play, passando per il 90% dei combattimenti strutturati in modo tale da farti sentire una formica che combatte contro dei giganti: senza speranza.
Il gioco si sarebbe dovuto chiamare Alone in the Contradictions! Viene da chiedersi se a questo gioco abbia davvero lavorato solo un team e non sia stato, invece, confezionato da due team diversi: uno talentuoso e uno completamente inetto. I problemi che affliggono questo titolo sono tanti quasi quanti i suoi pregi, e questo significa una sola cosa: stiamo parlando di un’enorme occasione mancata.

La Catastrofe non colpisce solo Central Park
Già che ci siamo, parliamo di tutto ciò che non va in questo gioco. Iniziamo con una cosa gravissima: il controllo.
Anche giocandolo con il game pad per il quale è stato evidentemente concepito, il controllo risulta legnoso, impreciso, inaffidabile, lento e frustrante. Muoversi durante un combattimento o quando è necessario tempismo è qualcosa di quasi impossibile: il personaggio si muove quasi arrancando (e non c’entrano le sue condizioni di salute), la telecamera balla in maniera inconsulta, obbligando a strane evoluzioni per ruotare la visuale in maniera corretta. Riuscire a imbracciare la combinazione giusta di armi e oggetti, nonostante la buona idea dei “preferiti”, diventa comoda solo avendo tre mani (in qualche occasione ho dovuto “premere” il tasto per attivare la combinazione dei preferiti col naso!); durante i combattimenti può essere necessario creare al momento delle combinazioni di oggetti magari non ancora memorizzate, ma questo diventa praticamente proibitivo perchè guardando “l’inventario” il gioco non si mette in pausa.
Le animazioni del protagonista sono molto migliorabili e questo accentua la sensazione di legnosità restituita dal pessimo sistema di controllo. Il game play di questo titolo soffre di schizzofrenia: le sessioni “action/risoluzione di enigmi” sono ben riuscite, ben congegnate, divertenti spesso appassionanti e discretamente controllabili. Le sessioni di combattimento, invece, sono tormentate dai problemi che vi ho elencato prima. A questo si aggiunge un concept di fondo dei combattimenti a dir poco assurdo: se non si ha a disposizione la combinazione “divina” Spray+Accendino si è praticamente alla mercè dei demoni. Anche uno scontro 1 contro 1 risulta pesantemente sproporzionato. E cercare di ragionare mentre anche il demone singolo ti riempe di mazzate (facendoti quasi sempre finire al tappeto, interrompendo ogni azione e spesso facendoti saltare quello che stavi reggendo) o ti trafigge dalla distanza è molto molto difficile. Se si incontra più di un demone allora la situazione peggiora esponenzialmente e la frustrazione inizia a farsi strada già dopo la seconda e quasi inevitabile morte. Se fossero state completamente rimosse le sessioni di combattimento (ad eccezione di alcune, guarda caso quelle in cui te la puoi giocare quasi ad armi pari con i nemici) il gioco sarebbe stato decisamente migliore e questo è ovviamente un punto grave a sfavore di un titolo d’azione! I problemi non si esauriscono qui: spesso capita che il game play richieda oggetti specifici non necessariamente in possesso del giocatore (ad esempio bruciare le radici del male, senza fuoco nelle vicinanze, ti obbligano ad avere del combustibile con te), ci sono alcune sessioni (ahimè, anche delle parti “action”) frustranti che, come esempio di cattivo game design, ti pongono alla fine di una lunga sessione una prova “dentro o fuori”, sbagliandola si deve rifare tutto da capo. È il caso del buon enigma per uscire dalle fogne, che purtroppo culmina con la fuga dalla “creatura del buio” contro la quale spessissimo si muore senza un perchè. Altra grande occasione sprecata: la creatura del buio è semplicemente fantastica, terrorizzante e ottimamente modellata. L’idea che essa si ritragga dalle fonti di luce permettendoti di passare senza esserne inglobato è ottima… peccato per i problemi summenzionati.
Ultimo problema è nel capitolo 8, quello finale, che ti obbliga a bruciare oltre 20 “Radici del Male” oggetti sparsi per la mappa di gioco per poter proseguire. Questa parte si traduce in un fastiodoso farm inconcepibile per un gioco di questo tipo e mal posizionato (nell’ultimo episodio!). Oltre al danno la beffa, quando effettivamente verrebbe voglia di saltare a piè pari la scena utilizzando il sistema integrato… si scopre di non poterlo fare in quest’unica occasione. Come a dire: Questa rottura di palle non te la levi. E di questo si tratta, infatti oltre a dover girare di continuo alla ricerca di queste Radici, si può star certi di trovare intorno all’oggetto dei simpatici demoni, evidentemente non contenti di aver già causato abbastanza problemi in altre sezioni del gioco.
Avevo detto ultimo problema, eppure c’è un’altra magagna che attanaglia il titolo… Ci sono DUE finali, uno dei due è molto bello, l’altro è ignobile, osceno e striminzito che vien voglia di scagliare il dvd del gioco fuori dalla finestra. Insomma, fatevi un favore e fate la “scelta giusta”. Non dirò altro per non spoilerare!

Non è tutto Oscuro…
Ho elencato tutti i problemi del gioco, se la recensione finisse qui avremo un bel 20/100. Eppure di cose belle, alcune geniali, il titolo ne ha eccome. Ricordate, stiamo parlando del gioco più contraddittorio degli ultimi anni.
Iniziamo con la cosa che mi ha fatto decidere di recensire il titolo: “Negli ultimi episodi di Alone in the Dark…”. Che vuol dire? Semplicissimo! Ogni volta che avviate il gioco e selezionate “Continua” prima di caricare effettivamente l’ultimo salvataggio, partirà un GENIALE filmatino sullo stile dei riassunti presenti all’inizio degli episodi dei telefilm, con la voce che recita “Negli ultimi episodi di Alone in the Dark…” e sequenze filmate sia di cinematic che di gioco che spiegano cos’è accaduto prima del punto in cui si ha salvato.
Una caratteristica semplicemente geniale che permette di tenere sempre a mente tutti gli accadimenti importanti, anche se fra una sessione e l’altra di gioco passa del tempo. Io l’ho apprezzata ancora di più perchè reminescente delle serie tv delle quali sono molto appassionato.
Altro momento epico è rappresentato dalla fuga in macchina verso Central Park. Ancora una volta, si intravede una perla: mentre si sfreccia per le strade a bordo di uno sconquassato taxi, dietro di noi la terra trema, crolla e CI INSEGUE. Davanti a noi crollano interi palazzi per poi finirci in mezzo alla strada, schivandoli – se siamo bravi – per un soffio. Ai nostri lati la strada esplode, due cicatrici (le “fessure”) ci inseguono devastando cemento e asfalto. Le macchine impazziscono e si scontrano, i poveri guidatori sono evidentemente nel panico: l’apocalisse si sta abbattendo sulla città. Insomma un momento epico accompagnato da una colonna sonora perfetta per l’occasione! Stride così tanto con il resto da fare quasi male. Come possono gli stessi sviluppatori aver creato una cosa così bella per poi fallire miseramente in altri ambiti dello STESSO gioco?
Ma proseguiamo, parlando del sistema “SKIP” che permette di passare (avanti e indietro) per le scene di ogni episodio. È un sistema molto buono perchè permette, ad esempio, di saltare una sequenza che proprio non si riesce a superare pagando lo scotto di perdere l’inventario. Per alcuni potrebbe essere una cosa negativa, in effetti si possono saltare persino i boss in questo modo. Ma se usato con giudizio (ovvero quando proprio non se ne può fare a meno, pena il cestinamento del gioco) si rivela un’opzione interessante. Peccato che, come detto prima, quando serva davvero essa non è disponibile!
Ne ho parlato prima, il “Mostro dell’Oscurità” presente qua e là nel mondo di gioco è semplicemente geniale. Terrorizzante e al tempo stessouna gioia per gli occhi: questa massa oscura si muove in maniera convincente ed è letale! Peccato che superarla è più questione di fortuna che di abilità.
La grafica è un’altro degli aspetti a favore di questo sfortunato titolo, in particolare le gradevolissime espressioni facciali davvero convincenti e il fuoco: vero punto di forza di un gioco che vi gravita come principale novità nel game play. Oltre alla grafica, menzione d’onore per il doppiaggio italiano – davvero di rilievo, specie il protagonista -, un’ottima ed evocativa colonna sonora.
Eppure non è tutto: ci sono altre ottime trovate. Prima fra tutte l’interfaccia…o meglio l’assenza della stessa. Tutto, persino l’inventario, è trattato come un’entità di gioco. Per poter vedere cosa si possiede, si deve a tutti gli effetti guardarsi nelle tasche della giacca! I mini giochi sono un’altra bella trovata: allacciare i fili per far partire la macchina, incrociare i cavi per attivare un’ascensore non funzionante o rianimare un personaggio con tanto di respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco ritmico (con il protagonista che dice “Uno…Due…Tre…”) sono degli elementi davvero piacevoli, segno che gli sviluppatori sapevano quello che facevano… A tratti…! Anche la gestione della cura del protagonista è buona: lo stato di salute del nostro Edward viene mostrato dal numero delle ferite che ha sul corpo. Per guarirle occorre utilizzare uno spray medico direttamente sulle varie ferite, il tutto avviene con una visuale in prima persona molto d’effetto.
Ultimo pregio, uno dei due finali, davvero entusiasmante (ve lo dico ancora una volta: scegliete bene!).

Ma allora, questo gioco com’è?!
Difficile, davvero difficile giudicarlo. Consigliarne l’acquisto o meno… Credo di non poterlo consigliare, nonostante le belle trovate – alcune delle quali geniali ed evocative – il gioco è troppo afflitto da problemi anche gravissimi. Se potete provarlo gratuitamente è meglio. Acquistarlo a scatola chiusa non è decisamente consigliato.

VOTI 

GRAFICA: 90
Grafica molto buona, ottima nelle espressioni facciali e nell’animazione del fuoco. Buona per il resto.

SONORO: 80
Doppiaggio di ottima qualità, colonna sonora entusiasmante e coinvolgente, buoni effetti sonori.

GIOCABILITA’: 40
La giocabilità è PESSIMA. Il controllo del personaggio è claudicante, legnoso, scattoso, lento e impreciso. La telecamera funziona male e obbliga a strane evoluzioni per cercare di posizionarla dove si vuole. Le scelte dell’interfaccia (o assenza della stessa) sono buone e impediscono di scendere sotto al 40.

LONGEVITA’: 65
Il gioco si può finire in 3 pomeriggi per un totale di 9 ore di gioco al massimo. Non si può dire che sia un titolo longevo, inoltre la replayability è inesistente (perchè mai rigiocarlo? Al massimo qualche sequenza isolata).

Voto Totale: 69

Alone in the Dark 5ultima modifica: 2008-09-03T20:34:00+00:00da artanisx
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9 pensieri su “Alone in the Dark 5

  1. Bella Recensione…hai beccato i punti giusti
    ma non consiglierei a nessuno0 di provarlo…
    neanche hai fedelissimi della serie di alone in the dark ( come me) RIMARREBBERO MOLTO DELUSI.
    cmn è proprio bella la scena della fuga in macchina… è molto evocativa ( e difficile! ).
    riguardo hai finali dopo averli giocati tutti e due sono rimasto molto deluso!
    Dopo 4 giorni di gioko, porkoni a non finire e altro mi hanno rifilato un gioko che in quanto a finale è veramente scarso!

    Ps: comunque riguardo allo spray… c’è anche un’altra combinazione molto funzionale per sconfiggere i mostri a patto di avere una buona mira…
    cioe versare del liquido infiammabile sui proiettili nella pistola.

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